Attiv@bili National Project

Attiv@bili

Assistenza digitale e innovazione Sociale in Ambienti Controllati – Attiv@bili

Bando Smart Cities – Lombardia
aprile 2014 – novembre 2015

Summary of the Project (in Italian)

L’utilizzo dell’ICT a supporto dei servizi socio-sanitari è una leva strategica il cui utilizzo si va gradualmente intensificando nel panorama sociosanitario italiano. In particolare si assiste all’introduzione sempre più frequente di sistemi a supporto dei processi clinico – sanitari all’interno degli ospedali (in particolare con il tema della Cartella Clinica Elettronica), di strumenti per la condivisione di informazioni sanitarie sul territorio (con sistemi di Fascicolo Sanitario Elettronico) e a quella di sperimentazioni e progetti di ricerca che puntano a connettere anche le strutture di riabilitazione e lungodegenza o il cittadino direttamente al domicilio1. L’innovazione tecnologica sta quindi contribuendo ad una riorganizzazione dell’assistenza sanitaria spostandone il fulcro dall’ospedale al territorio. Questo comporta la necessità di definire modelli assistenziali incentrati sul cittadino che facilitino l’accesso ai servizi sul territorio, come per esempio sistemi socio-assistenziali presa in carico della persona fragile a domicilio, connessi anche alla necessità di gestire l’assistito in ambienti adatti e controllati che facilitino e migliorino la qualità di vita riducendo i rischi associati alla vita isolata per persone fragili (a partire dal rischio di caduta, ma considerando anche rischi di denutrizione per cattive abitudini alimentari e/o povertà, problemi di igiene legati alla bassa mobilità, rischi di isolamento e depressione, …) e migliorando l’inclusione sociale .

1 per riferimenti puntuali alle iniziative di innovazione in questo ambito si rimanda ai report dell’ Osservatorio ICT in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano degli ultimi 4 anni

Declinare i modelli innovativi delle smart cities nel settore sociale richiede quindi una pervasività molto più forte dell’ICT nei processi territoriali e domiciliari e una ricerca specifica sui modelli e sugli strumenti, gestionali e tecnologici, per il supporto della rete di attori e di luoghi fisici a cui fa riferimento il cittadino lungo l’intero percorso di assistenza. Inoltre per i servizi sociali è necessario tenere conto delle esigenze di monitoraggio delle fragilità, che richiedono processi e sistemi di alto valore e basso costo, da affiancare a modalità di gestione che facilitino la condivisione di servizi e la loro sostenibilità economica in ottica di comunità territoriale. Elemento dirimente è il permanere nel tempo della necessità di assistenza a domicilio, con un forte impatto sulla qualità della vita della persona, della famiglia e sulle reti di assistenza sociale. È quindi necessario assumere un’ottica di continuità dell’assistenza sociale a persone fragili coniugando Innovazione Sociale e Assistenza Digitale in Ambienti Controllati: solo in questo modo sarà possibile parlare di smart cities per l’innovazione sociale.

Il progetto Assistenza digitale e innovazione Sociale in Ambienti Controllati – ATTIV@BILI si pone l’obiettivo di analizzare e definire un modello tecnologico-organizzativo per il supporto dei processi di assistenza sociale a persone fragili, sviluppato con tecnologie all’avanguardia basate su logiche di condivisione, interoperabilità e modularità e validato tramite la sperimentazione condotta in contesti socio-assistenziali differenti sul territorio, con focus specifico su territori rurali, oltre che urbani. L’intervento mira all’evoluzione dei processi socio-assistenziali puntando su tre aree principali:

– L’evoluzione del modello organizzativo degli enti erogatori di servizi di assistenza a persone fragili (in regime residenziale, centro diurno e contesto domiciliare) promuovendo la condivisione di risorse e informazioni per garantire la continuità del processo lungo tutta la filiera e garantire l’accessibilità sul territorio in ambito rurale (che caratterizza fortemente l’area geografica del mantovano, cremonese e della bassa bresciana su cui si focalizza il progetto), oltre a quello urbano;

– L’evoluzione delle logiche di coinvolgimento delle persone fragili che hanno bisogno di assistenza e in particolare di anziani, di disabili, di persone con malattie che richiedono dinamiche assistenziali complesse (quali SLA, sindrome del motoneurone in fase avanzata, malattie rare, etc … ) ma anche delle famiglie che se ne occupano, al fine di migliorarne la qualità della vita;

– Lo sviluppo di un prototipo di piattaforma tecnologica all’avanguardia in grado si supportare il processo dal punto di vista operativo e di garantire l’interazione con l’assistito sia in termini di monitoraggio continuo (rendendo accessibili informazioni accurate e strutturate sull’andamento generale e sugli eventi specifici all’interno della rete di assistenza e cura nella qual l’assistito è inserito) sia per il supporto dell’assistito nello svolgimento di una vita attiva a domicilio che riduca i rischi associati alla “vita isolata”.

Il progetto intende partire da conoscenze consolidate (sia in ambito di ricerca universitaria sia per ricerca e innovazione negli ambiti d’azione specifici di ognuno dei partner industriali del progetto) e da esperienze di successo promosse sul territorio (ad esempio con il progetto E-Continuity Care Workflow dell’ASL di Mantova), promuovendone le best practice e i punti di forza, per proporre un nuovo modello organizzativo che integri soluzioni tecnologiche innovative e di valore (a partire dai paradigmi del cloud computing e del riuso di soluzioni informatiche per le PA) nel contesto dell’assistenza sociale di persone fragili. Una scelta “copernicana” di mettere al centro il bisogno, la qualità ed il luogo di vita, che sfida territori differenti coinvolti nella sperimentazione, come quello di Mantova, quello Cremona, e quello di Brescia. Inoltre si prevede un modello di governance progettuale inclusivo, che renderà possibile estendere l’utilizzo dei servizi definiti anche al di fuori della partnership di progetto, in particolare verso enti accreditati per le prestazioni domiciliari socioassistenziali ad organismi del volontariato che ecologicamente si muovono attorno alla persona fragile. In questo senso il progetto coinvolge anche l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) –

Lombardia e alcuni comuni lombardi con l’obiettivo di valutare il prototipo sviluppato e i risultati della sperimentazione per identificare opportunità di estensione e riuso sui rispettivi territori. La forte collaborazione con le PA sul territorio consentirà di progettare e sperimentare innovazioni tecnologiche che rispondano a tutti i requisiti sia dell’assistito e dell’ecosistema di erogazione dei servizi sociali, sia delle PA che pianificano e monitorano tali servizi.

Partners

Capofila di progetto: 

Aemcom – Sede operativa in via Persico, 31 Cremona (Sede Legale Amministrativa: Viale Trento e Trieste, 38 – Cremona)

Altri partner: 

• GPI Spa – Sede operativa in via Crescenzago, 55 Milano

• Consoft Sistemi Spa – Sede operativa in Via Candiani, 73 Milano

• Fluidmesh Networks Srl – Sede operativa in Via C. Farini, 5 – Milano

• Sinergie Società Cooperativa Sociale Onlus– Sede operativa in Via Imre Nagy, 26 – Mantova

• Ancitel Lombardia – Sede operativa in Via Meucci, 1 –Cologno Monzese

• Il Gabbiano Società Cooperativa Sociale Onlus – Sede operativa in Via Giroldi Forcella 27, Pontevico – Sedi RSA: Piavena e Gussago

• Beta srl – Sede operativa in Via Giovanni Acerbi 35 – Mantova

• Microdevice srl – Sede operativa in Via Ungaretti 39 – Flero

• Studiofarma srl – Sede operativa in Via Brixia Zust, 10 – Brescia

• Politecnico di Milano – Sedi operative in Piazza Leonardo da Vinci 32, via Lambruschini 4 e via Ponzio 34/5 – Milano